La declinazione del PNRR nelle Next Generation dei Territori2021-12-16T10:31:49+01:00

Il Governo, la pandemia, il PNRR e la Next Generation EU

Il Governo Draghi è riuscito ad affrontare efficacemente una situazione “emergenziale”, ottenendo risultati molto positivi su tre piani:

Il Governo è ora chiamato ad affrontare, nel processo di messa a terra del PNRR, alcuni problemi dirimenti:

I “vulnus” endemici del Paese2021-12-16T10:30:20+01:00

Il Governo sarà chiamato nel prossimo futuro a scalare la montagna della “liberazione” del Paese dai “vulnus” che ne condizionano pesantemente le prospettive di Sviluppo Equo e Sostenibile, obiettivo strategico del PNRR e delle Next Generation dei Territori in cui va declinato. Nel PNRR infatti non si sono tenuti in debito conto i “mali” del Paese cresciuti progressivamente negli ultimi 40 anni, causa prima della perdita di competitività dell’Italia e della bassa crescita del PIL, che si frappongono come macigni sulla strada di Next Generation Italia.

Il mancato ascolto e coinvolgimento dei Territori2021-12-16T10:30:31+01:00

La Next Generation EU e il PNRR hanno come obiettivo strategico la Ripresa e Resilienza dei Paesi UE attraverso Piani di Sviluppo Sostenibile dei loro Territori, che sono i destinatari degli investimenti e gli unici generatori del PIL.

Il Governo, anche per i tempi stretti a disposizione per la definizione del PNRR, ha deciso di procedere solo a livello centrale (MEF, Ministeri e Task Force) secondo il processo della figura a lato, senza avere ascoltato e coinvolto i Territori, né tantomeno senza avere un’analisi SWOT dei “mille” Sistemi Territoriali del Paese.

È fondato il dubbio che l’operazione di mettere a terra il PNRR nelle Next Generation dei Territori possa rivelarsi problematica, inefficace e inadeguata in termini di impatto dei Progetti e delle Politiche (condizionalità dell’UE essenziale per l’erogazione dei finanziamenti).

Potrebbe essere elevato il rischio di non riuscire a spendere i soldi, o di spenderli male, se i progetti non saranno stati pensati e valutati in base ad analisi delle esigenze, delle priorità, delle criticità e delle potenzialità inespresse dei Territori.

Seguire come bussola la ricerca di finanziamenti purchessia, a prescindere da una seria analisi SWOT, è la premessa ex-ante di probabili fallimenti e, comunque, di “mala gestio” delle risorse da parte dei Territori (e del Paese).

L’aumento significativo dell’indebitamento2021-12-16T10:30:40+01:00

L’Italia nel PNRR ha deciso di utilizzare il massimo di finanziamenti consentito dall’UE (122 miliardi, ben di più di tutti gli altri 26 Paesi UE messi assieme), che porteranno l’indice debito/PIL dal 137% a oltre il 160% a fronte di un probabile modesto impatto sulla crescita del PIL. Si profila lo spettro di un temuto “default” del Paese nel medio termine se non sarà tenuto sotto controllo il debito, salito fra manovre e PNRR a oltre 2.700 miliardi di euro (45.000 € di debito pro capite). Siamo di fronte, fra altro ad un vero e proprio paradosso:

  • Decidiamo noi (Governo e Regioni) la spesa
  • Pagherete voi (cittadini e imprese) i debiti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio rapporti con l’Unione europea.
(ultimo aggiornamento: venerdì 6 Agosto 2021)

La messa in sicurezza delle risorse del PNRR dall’aggressione della criminalità organizzata, della corruzione e dell’evasione2021-12-27T10:17:52+01:00

Nonostante gli sforzi encomiabili dei Corpi dello Stato preposti a contrastare questi 3 “flagelli” del Sistema Italia, non siamo ancora riusciti a incidere in misura significativa sui volumi di “business” dei tre circuiti illegali.

Il rischio è che il PNRR diventi una occasione unica anche per finanziare i tre fenomeni della criminalità, della corruzione e dell’evasione, che:

  • “costano” al Paese oltre 500 miliardi di euro all’anno (più del doppio degli investimenti del PNRR in 6 anni)
  • rappresentano il più serio ostacolo per la Crescita Economica e lo Sviluppo Sostenibile del Paese
  • hanno un pesante impatto sull’immagine dell’Italia a livello internazionale.

Il Governo e le Regioni non devono essere lasciati soli nella battaglia contro questi fenomeni degenerativi che riguardano direttamente e indirettamente tutto il tessuto socioeconomico del Paese.

È fondamentale promuovere azioni di contrasto all’illegalità con format innovativi che prevedano anche il coinvolgimento e un ruolo attivo dei Territori a supporto dell’azione dello Stato, visto che i fenomeni di cui sopra si “nutrono” nei Territori a scapito delle Comunità locali e si stanno diffondendo progressivamente in tutto il Paese.

La centralità del ruolo delle Autonomie Locali2021-12-16T10:30:57+01:00

Assemblea ANCI di ottobre 2020 – Apprezzamento ed entusiasmo per l’intervento del Presidente Decaro nel quale:

  • riaffermava la centralità dei Sindaci e dei Comuni nella promozione e governance dei Piani di Next Generation dei loro Territori
  • confermava la disponibilità delle Autonomie locali a una piena ed attiva collaborazione con Il Governo e le Regioni nel processo di messa a terra del PNRR
  • esortava i Sindaci a proporsi come “imprenditori” dello Sviluppo dei loro Sistemi Territoriali per il contributo attivo al Rilancio del Paese

Un segnale forte, quindi, nel segno del cambiamento e della sussidiarietà orizzontale (fra gli attori territoriali) e verticale (fra i livelli istituzionali e gli stakeholder locali, provinciali, regionali e nazionali).

Assemblea ANCI di novembre 2021 – Un deciso passo indietro con la richiesta deludente del Presidente ANCI Decaro al Presidente Draghi:

  • “Dateci i soldi entro Maggio 2022”
  • “Permetteteci di riaprire i vecchi bandi ante Covid”

Un segnale preoccupante che si configura come:

  • Una sconfitta dei Territori nei confronti del neocentralismo di Governo e Regioni
  • Un tradimento del diritto dei Territori di essere protagonisti della Next Generation, con un ruolo di primo dei Comuni e dei Giovani nella progettazione di un futuro migliore
  • Un rischio di continuità con il passato nella mala-gestio dei fondi UE da parte dell’Italia (da sempre la peggiore in Europa)
  • Un ridimensionamento dei Comuni dal ruolo di “imprenditori” della Next Generation a “questuanti” di risorse che spetterebbero di diritto ai loro Territori.
  • Un freno al processo di cambiamento a cui è chiamato il Paese con la Next Generation.

Per cercare di limitare i problemi evidenziati e di contribuire alla messa a terra del PNRR, Comuni e Province dovrebbero essere messi in grado di definire e realizzare il processo di Sviluppo Sostenibile dal basso dei loro Territori, nel segno della Next Generation.

Il contributo dei Sindaci nella messa a terra del PNRR

Come nella lotta alla pandemia è stata determinante l’azione in prima linea dei Sindaci, sempre presenti e disponibili a fianco dei loro cittadini, che di loro si fidano e a loro si affidano, a maggior ragione lo sarà nella sfida epocale di definizione e governance dei Piani di Next Generation dei loro Territori.

Per la messa a terra del PNRR nei Piani di Next Generation dei Territori sarebbe di fondamentale importanza disporre di una mappa puntuale di vocazioni, esigenze, criticità, potenzialità inespresse e priorità dei “mille” Territori del Paese. Analisi swot che è indispensabile per una destinazione “ragionata” ed equilibrata delle risorse, per adottare eventuali interventi correttivi e, soprattutto, per evitare la “distribuzione a pioggia” che in passato è stata la principale causa di un utilizzo non appropriato dei fondi e, spesso, di problemi nella capacità di spesa.

Il processo logico proposto da Futura per supportare Comuni e Province nella definizione dei Piani di Sviluppo dei loro Territori nel segno del PNRR e della Next Generation è rappresentato nella figura a lato.

L’esclusione dei Giovani dalla (loro) Next Generation2021-12-16T10:31:06+01:00

L’Unione Europea con la strategia della Next Generation EU, per la prima volta nella sua storia, ha di fatto decretato la transizione da una funzione “passiva” prevalentemente burocratico-amministrativa di redistribuzione dei contributi dei Paesi membri ad un ruolo attivo, consapevole e responsabile, nella costruzione di un “nuovo mondo” basato su solidi pilastri:

  • La Sostenibilità ambientale (la Transizione ecologica)
  • La Società della Conoscenza (la Trasformazione digitale)
  • La Salute per tutti (la Resilienza a minacce sanitarie)
  • La lotta alle Diseguaglianze (di Genere, fra Generazioni, fra Territori e fra Paesi)
  • La Valorizzazione dei Giovani nel ruolo di protagonisti nella progettazione del loro futuro

Nel PNRR i Giovani sono i “grandi assenti”, triste conferma della visione suicida della Politica e dei sistemi di Governo nazionale e regionali che, nella difesa conservatrice dell’establishment e dello status quo, non hanno saputo (o voluto) lasciare spazio alle nuove generazioni e al loro apporto di innovazione ed entusiasmo nella costruzione di un Paese più competitivo, moderno, giusto e coeso.

Effetti inevitabili: i Giovani migliori emigrano, importiamo immigrazione “fuori controllo” e il Paese continua a scivolare in un lento processo di declino e nel progressivo degrado del sistema valoriale degli ultimi 30 anni.

La negoziabilità e l’eventuale necessità di interventi correttivi al PNRR2021-12-27T10:19:16+01:00

Sarebbe stato possibile per il Governo fare una survey preliminare sui Territori per un’analisi swot, anche non esaustiva, ma sicuramente orientativa per la messa a terra del PNRR?

Probabilmente no, anche alla luce dei tempi ristretti a disposizione del Governo (avendo comunque ben presente che i Paesi UE con cui tradizionalmente ci confrontiamo l’analisi swot l’hanno di default, ma anche altri, come il Portogallo e l’Irlanda, che non l’avevano, l’hanno fatta in tempi brevi).

Il fatto di aver perso 9 mesi con il Governo precedente ha sicuramente complicato il problema.

Ma potremmo ottenere dall’UE la possibilità di ridiscutere l’impianto del PNRR alla luce dell’analisi concertata e condivisa con i Territori per metterlo a terra in maniera ottimale (la Spagna, ad esempio, si è riservata di decidere in seguito se utilizzare o no i finanziamenti a debito e, se sì, in quale percentuale).

Il mancato ascolto e coinvolgimento dei Territori rischia di complicare non poco il processo di Ripresa e Resilienza e rendere problematica la sostenibilità del debito, che dipendono dalla capacità dei Territori di generare trend di crescita del PIL superiori alla media europea e, quindi, non possono prescindere da Piani Strategici di Ripresa e Resilienza (alias dalle Next Generation) dei singoli Territori.

Obiettivo strettamente collegato, fra l’altro, alla riaffermazione del diritto democratico delle Comunità Locali di vivere da protagoniste il processo di definizione della Next Generation dei Territori nel segno del “debito buono”, visto che la “cambiale” per rimborsare i finanziamenti sarà “pagata” dai loro cittadini e imprese.

Il contributo dei Comuni e delle Province alla messa a terra ottimale del PNRR nelle Next Generation dei Territori

Per supportare concretamente ed efficacemente la messa a terra del PNRR nelle Next Generation dei Territori sarebbe auspicabile (e strategica) un’Azione di Sistema, promossa dal Governo attraverso un Programma Strutturato (“Next Generation Territori”), che si proponga di coniugare e integrare i processi top-down (indirizzi e risorse del PNRR, dal Governo ai Territori) e botton-up (piani e progetti delle Next Generation, dai Territori alle Regioni e al Governo), “armonizzando” in un unico ambiente:

  • la Governance multi-attore fra i soggetti di riferimento pubblici e privati locali (sussidiarietà orizzontale)
  • la Governance multilivello fra Istituzioni e stakeholder locali, provinciali, regionali e nazionali (sussidiarietà verticale)

In sintesi, quindi, il Programma “Next Generation Territori” sarebbe in grado di promuovere e attuare un percorso di progettazione, pianificazione e realizzazione delle Strategie di Sviluppo Sostenibile dei Sistemi Territoriali attraverso “Comunità di Pratica della Next Generation” nel segno della sussidiarietà orizzontale (fra gli attori dei Sistemi territoriali) e verticale (fra i vari livelli di istituzioni e stakeholder), secondo il modello logico e funzionale rappresentato nello schema che segue:

L’anomalia del percorso di definizione del PNRR da parte dell’Italia è rappresentata dal fatto che è mancato del tutto il processo di “lettura” dal basso dei Territori (freccia di sinistra) e, in particolare, della valutazione delle loro specificità, esigenze, criticità, potenzialità inespresse e priorità.

È venuto meno, pertanto, il fattore determinante per declinare la messa a terra del PNRR nel segno del “DNA” dei singoli Territori (l’analisi SWOT), con l’inevitabile conseguenza per il Governo di procedere nella destinazione delle risorse con la “distribuzione a pioggia”, prescindendo dalle esigenze e dalla caratteristiche distintive dei singoli Territori.

Non è possibile, quindi, integrare i percorsi dall’alto (gli indirizzi del PNRR) e dal basso (i progetti dei Territori) rappresentati dai processi elencati nelle due frecce, “conditio sine qua non” per promuovere la declinazione e la Governance multilivello del PNRR nelle Next Generation dei Territori (e dell’Italia).

È concreto il rischio per l’Italia di “mancare” l’obiettivo strategico della Crescita del PIL (fondamentale per la Ripresa Economica e per tenere sotto controllo l’indebitamento), che dipende strettamente dalla capacità dei Territori (tutti) di valorizzare e promuovere le loro potenzialità inespresse.

Sarebbe, a questo punto, di fondamentale importanza un’Azione di Sistema strutturata (Programma “Next Generation Territori”) per aiutare i Comuni e le loro aggregazioni, con il supporto e l’accompagnamento delle Province, nella definizione di una prima formulazione della Next Generation dei loro Territori e nella elencazione delle “idee Progetto”, secondo il processo rappresentato in figura:

Il Programma “Next Generation Territori”, che può essere realizzato in pochi mesi e con costi contenuti, consentirebbe a Istituzioni e Stakeholder locali, regionali e nazionali di condividere una “mappa” di Piani e Progetti di Next Generation per tutti i Territori del Paese su cui basare analisi e valutazioni per mantenere sotto controllo l’intero processo di Next Generation del Paese e per decidere eventuali interventi correttivi.

LA PROPOSTA DI FUTURA PER LA NEXT GENERATION DEI TERRITORI

Futura ha definito il modello logico e la catena di senso per supportare il processo della messa a terra del PNRR nelle Next Generation dei Territori da parte dei Comuni supportati dalle Province (vedi schema che segue):

Futura ha progettato e realizzato un ambiente innovativo (la “cassetta degli attrezzi“) per aiutare i Comuni e le Province a fare sistema per definire e promuovere la Next Generation dei loro Territori in tempi brevi e con costi contenuti (schema che segue).

È TEMPO DI “FARE SQUADRA”, TUTTI ASSIEME, PER IL RILANCIO DEL PAESE

Alla luce dell’importanza della posta in gioco e dell’impegno necessario per vincere la sfida della Next Generation è richiesta la disponibilità, da parte di tutti gli attori pubblici e privati del Paese, a fare sistema per contribuire al pieno successo del PNRR.

Futura, quindi, in stretta coerenza con i fini di azienda “generativa e aperta”, dichiarati nell’oggetto sociale, si farà promotrice di una strategia di collaborazioni diffuse con gli operatori dell’Information Technology, della consulenza e della formazione, territoriali e nazionali, per supportare le Autonomie Locali di tutto il Paese nei processi e progetti di Next Generation.

A tal fine, in particolare, le piattaforme proposte da Futura alle Autonomie locali per la Governance della Next Generation sono predisposte per essere integrate con i legacy system delle Amministrazioni e con le soluzioni applicative di altri attori istituzionali, economici e scientifici che operano sui temi dello Sviluppo Sostenibile e della Next Generation dei Territori.

Futura ST – Il partner per la Next Generation dei Territori

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